Delitto Lagrutta: chiesti 22 anni per il presunto mandante della rapina sfociata nella morte della donna

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Ventidue anni di reclusione. Questa la pena richiesta, oggi pomeriggio, lunedì 14 gennaio, in Tribunale a Novara, al processo nei confronti di Salvatore Stentardo, il 62enne accusato di essere il mandante della rapina che ha visto come suo epilogo la morte di Ida Lagrutta, gioielliera aggredita nel suo compro oro di corso Risorgimento il 18 novembre 2011 e morta dieci giorni dopo in ospedale, senza essersi mai ripresa.

Questa la richiesta avanzata direttamente dai pm Marilinda Mineccia e Ciro Caramore, a chiusura di una requisitoria che si è protratta per oltre 4 ore (l’udienza, dove sono intervenute anche la difesa e la parte civile, si è conclusa alle 17). Stentardo, difeso dall’avvocato Carla Montarolo del Foro di Biella, è a processo davanti alla Corte d’Assise di Novara per concorso in rapina e concorso anomalo in omicidio. Questi i reati contestati dall’accusa.

Ad aprire la requisitoria, il pm Caramore, che ha ricostruito ogni dettaglio della vicenda, a concludere, con la richiesta dei 22 anni, il procuratore capo Mineccia. Il legale di parte civile, l’avvocato Fabio Mondello del Foro di Novara, ha chiesto il risarcimento per i famigliari della gioielliera, il marito e i due figli. Il difensore di Stentardo, invece, ha sostenuto come quanto contestato al suo assistito siano tutte ipotesi da dimostrare e ha, quindi, chiesto il proscioglimento del suo assistito. Udienza aggiornata all’11 febbraio, alle 9,30, per la sentenza.

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