Borgomanero – Che “incivismo” nel centro cittadino!

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L’ordinanza non è bastata. L’incivismo (neologismo: precisiamo sotto) ha prevalso, Anche quest’anno, come quello scorso. Vi era il divieto di sparare botti la notte di capodanno: «Il Sindaco – così si può leggere ancora nell’ordinanza numero 351 del 27 dicembre -, ai fini della tutela dell’incolumità pubblica, ed in particolar modo della popolazione malata e anziana, per la sicurezza urbana ai fini del rispetto delle norme che regolano la convivenza civile, per la protezione del patrimonio pubblico e degli animali ordina il divieto di utilizzo di petardi, botti, articoli pirotecnici in diversi luoghi della città: nei centri storici del capoluogo e delle frazioni; nelle vicinanze di edifici di culto; in tutti i parchi pubblici; nelle aree limitrofe all’Ospedale SS. Trinità e alle Case di Riposo; nelle aree limitrofe agli edifici scolastici; in via Resega ove è presente il gattile».

Invece, nel centro storico, in piazza Martiri in modo più marcato, chi era nella zona ha potuto assistere a quella che poteva sembrare una “sparatoria”.

Alle 12 del primo giorno dell’anno, le conseguenze erano evidenti: botti bruciati, scatole, carta, cartoncini inceneriti.

E il disappunto della popolazione: per colpa di qualcuno non è stato un capodanno civile.

PRECISAZIONE LINGUISTICA: “Incivismo” è termnine che non esiste nel vocabolario della lingua italiana, ma è una forzatura voluta. Si sarebbe dovuto usare il termine “inciviltà” cioè mancanza di civilità, ma Borgomanero è città civile, solo con qualche  atto di… “incivismo”.

Gianni Cometti

 

 

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