«Lo sgomento e l’incredulità dei parenti, ma anche di tutta la diocesi e delle parrocchie dove don Giorgio ha servito come prete, sono stati enormi. Gli interrogativi davanti alla morte, e ancor più quando è così improvvisa, ci lasciano sempre frastornati».

Nella sua omelia, il vicario generale don Fausto Cossalter ha raccontato così lo smarrimento che ha colpito l’intera comunità ecclesiale per la scomparsa di don Giorgio Bolzoni, mancato per un malore improvviso nel pomeriggio della vigilia di Natale e i cui funerali sono stati celebrati oggi – 29 dicembre – a Pernate, sua parrocchia d’origine.

La chiesa non era abbastanza grande per ospitare tutti coloro che hanno voluto dargli l’ultimo saluto, tanto che in molti hanno seguito la celebrazione dal sagrato. Presenti i fedeli che lo hanno incontrato durante gli anni del suo ministero sacerdotale, numerosi confratelli e tanti colleghi e studenti che lo hanno conosciuto come insegnante di religione nelle scuole superiori di Novara. Tutti si sono stretti attorno ai fratelli Silvana e Mauro e alle loro famiglie.

Don Giorgio era nato a Novara il 18 ottobre 1954; dopo essere stato ordinato prete proprio nella chiesa di Pernate il 30 agosto 1980 da mons. Aldo Del Monte, ha vissuto i primi anni di ministero come vicario parrocchiale a san Vittore di Intra.

Il suo ministero lo ha portato poi tra i giovani dell’oratorio di Cerano e, nel 1990, a guidare come parroco le comunità di Nibbiola, Terdobbiate e Tornaco; offrendo anche la collaborazione a Migrantes e, come direttore, all’ufficio diocesano per il turismo e i pellegrinaggi. Dal 2003 al 2014 è stato parroco della comunità di San Francesco alla Rizzottaglia in Novara e dal 2014 al 2017 parroco di San Pietro e Mosezzo.  Conclusa questa esperienza pastorale, don Giorgio ha mantenuto l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole superiori, un fronte di impegno sul quale si era speso sin dai primi anni di sacerdozio a Verbania.

Passione per l’educazione e il Vangelo vissuto in mezzo ai giovani, che è stata sottolineata da don Cossalter. «Ha investito moltissimo in questo – ha detto – e anche la scelta di dedicarsi nell’ultimo anno totalmente alla scuola, ne è un segno: ha creduto nei giovani e nella necessità di dare loro non delle cose, ma un senso per vivere. Lo può testimoniare chi è stato suo alunno e anche i suoi colleghi insegnanti che lo hanno conosciuto e apprezzato. Attraverso la sua personalità, la sua predicazione, il suo modo di porsi davanti alla gente, è certo che il Signore è passato e ha potuto incontrare e farsi riconoscere da molti fratelli».

A chiudere l’omelia un invito alla preghiera per il sacerdote scomparso, «ma anche perché sia lui, ora, a pregare per noi. Perché, asciugate le lacrime, cresciamo nella fede e nella testimonianza, da dare a tutti, della presenza in mezzo a noi del Verbo fatto carne».

 

 

 

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