«Credo che questa nostra Route del 2018 resterà nella memoria di tutti noi come il giorno in cui abbiamo imparato a chiederci non solo “chi” sono io, ma “per chi” sono io.  Jean-Jacques Rousseau diceva che ogni uomo cerca la felicità. Salvo poi no sapere che cosa sia. Ecco, rispondere a questa domanda è un passo verso la vera felicità. Perché la felicità è solo se si è insieme se si è per qualcun altro, da soli non è possibile essere felici. E io ringrazio il Signore perché stasera non sono solo: ci siete voi».

Con la celebrazione eucaristica in collegiata  presieduta dal vescovo Franco Giulio Brambilla, si è chiusa poco fa la Route dei giovani 2018: oltre trecentocinquanta giovani che da tutta la diocesi hanno camminato da Briga a Borgomanero, interregandosi sulla domanda “Per chi sono io?”.

Dopo il lavoro nei gruppi fatto durante il tragitto in mattinata dopo la partenza da Briga e il pranzo nel parco di villa Marazza, i ragazzi più giovani (dai sedici ai diciotto anni) si sono confrontati con il vescovo Franco Giulio, mentre i più grandi (dai diciannove sino ai trent’anni) hanno incontrato i responsabili dei diversi settori pastorali della diocesi sui sette ambiti di discussione al centro della giornata: relazioni con gli altri (nella coppia e nell’ambito educativo); con Dio (nella Parola e nella preghiera), con il mondo (nel lavoro e nella testimonianza cristiana) e con se stessi, cercando di comprendere i propri talenti e propri limiti.

Una giornata di festa, oltre che di riflessione, che ha coinvolto l’intera città con i giochi organizzati nei viali dal CSI e un’occasione per festeggiare i 30 anni dall’ultima volta che la Route diocesana era stata a Borgomanero, il 1988, come ha ricordato il parroco don Piero Cerutti.

(Foto Emanuele Sandon, Gianni Cometti, Sara Sturmhoevel)

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