Don Cavagna, «un artista, un contemplativo immerso nella realtà e nell’azione»

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«La notizia ci ha lasciati increduli. Don Giovanni è stato trovato sulla poltrona di casa sua: in una mano teneva il telefono, nell’altra la corona del rosario. L’ultima telefonata per fissare un impegno a cui non lo hanno visto presentarsi questa mattina». Ha generato sorpresa e vasto cordoglio in tutta la diocesi la  morte di don Giovanni Cavagna, parroco di Maggiate Inferiore, i cui funerali si terranno lunedì 14 maggio alle ore 15.30 nella chiesa parrocchiale, dove si farà anche la preghiera del rosario: questa sera, venerdì 11 maggio, domani sera e domenica sera, sempre alle ore 20.30.

A tracciare la figura del sacerdote è don Gianluigi Cerutti, vicario episcopale per il clero e la vita conscrata. «Ricordiamo questo confratello per la sua intensa umanità e cordialità. Il Signore lo ha arricchito di preziosi talenti: la voce e la passione per il canto, la sensibilità artistica, in particolare l’arte di lavorare il legno e di realizzare sculture, alcune delle quali sono pregiate opere in qualche nostra chiesa. Lo ricordiamo pure come organizzatore di recital e insegnante di religione. Tra gli interessi e le passioni di don Giovanni anche quello della pesca, nel più complessivo amore per la natura».

Don Cavagna era nato a Suno il 5 maggio 1936. Ordinato nel 1960, era stato vicario parrocchiale a Borgoticino sino al 1969, anno in cui era diventato parroco di Maggiate Inferiore, incarico che ha ricoperto sino alla morte.

«Possiamo definirlo un artista, un poeta, un contemplativo immerso nella realtà e nell’azione – aggiunge don Cerutti -. Il tono della sua voce, la risata contagiosa, la capacità di coltivare relazioni e amicizie lo rendevano inconfondibile».

Su diocesinovara.it il testo integrale della nota di cordoglio di don Cerutti e il profilo biografico di don Cavagna

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