Papa al Bambin Gesù. Mariella Enoc: «Il Papa non si è risparmiato, empatia con i malati»

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Il Papa visita il Bambin Gesù
Foto Agenzia Sir

«Il Papa non si è risparmiato: è stato con noi due ore e tre quarti, accarezzando ciascun bambino, ed è stata una visita proprio come lui la desiderava: una visita privata, fatta soprattutto di sguardi, di vicinanza empatica, alla presenza soltanto dei malati, dei loro familiari e del personale dell’ospedale». Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, commenta così con il nostro settimanale la visita a sorpresa che il Pontefice ha compiuto lo scorso 5 gennaio ai 120 giovanissimi pazienti ricoverati nella sede di Palidoro del nosocomio pediatrico a circa 30 km da Roma, nell’ambito dei “Venerdì della misericordia” che Francesco dedica alle visite in alcuni luoghi di sofferenza.

«L’avevo invitato a Palidoro tempo fa, anche perché avevamo inaugurato proprio in quella sede una mostra di disegni inviati da tutto il mondo al Papa, e che il Papa aveva donato a noi, per poter aiutare i bambini più gravi e disagiati che sono ricoverati da noi» racconta la manager novarese raggiunta telefonicamente tra uno spostamento e l’altro fra Roma, Novara e Como, dove ricopre diversi incarichi come una delle maggiori esperte in Italia nel campo della sanità.

«Poco prima di Natale il Papa ha accettato il nostro invito – spiega – ma mi ha chiesto di mantenere la discrezione totale, poiché intendeva incontrare soltanto i bimbi malati e chi lavora lì, senza clamore o la presenza di autorità. E così è stato. E’ stata una visita bellissima, molto toccante anche perché qui abbiamo tutti bambini con patologie o disabilità gravi: il Papa in queste occasioni parla soprattutto con lo sguardo, con gli occhi, con un’empatia profonda con ogni singolo malato mentre lo  accarezza e stringe le mani. Ogni tanto incrociava il mio sguardo e sembrava dirmi: quanto dolore…. Si vedeva che avvertiva tangibilmente la sofferenza, i medici e i primari gli raccontavano i vari casi e gli interventi con cui si cercava di alleviare la malattia. E’ rimasto a lungo, ha visitato tutti, non si è risparmiato assolutamente: è stata una visita all’insegna della tenerezza, della dolcezza, che rimarrà nel cuore di tutti».

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